Lettori fissi

30 giugno 2011

Muffins ai mirtilli


Eh sì lo so.. ce ne sono a bizzeffe di ricette di muffins ma sù.. come si fa a restistere? Sono così buoni!
C'è chi sostiene si debba usare il burro, chi l'olio.. insomma.. anch'io non voglio rinunciare a postare la mia.

Cosa serve:
200 gr. farina 00
90 gr. zucchero semolato
30 gr. zucchero di canna chiaro
zucchero a velo q.b.
1 pizzico di sale
2 uova
100 gr. burro ammorbidito
1 fialetta aroma vaniglia
1 grattata di scorza di limone
1/2 bicchiere di latte
1/2 bustina di lievito
180 gr. mirtilli neri

Accendere il forno a 180°
Montare con le fruste elettriche  il burro a temperatura ambiente con i due zuccheri, unire la fialetta, unire una alla volta le uova, il latte e la scorza di limone non trattato grattugiata.
Setacciare la farina con il lievito ed il pizzico di sale.
Unire all'impasto dei liquidi e amalgamare molto velocemente.
Togliere le fruste. Unire i mirtilli e girare velocemente con il cucchiaio di legno.

Riempire a 3/4 le formine per i muffins ed infornare per 20/25 minuti dipende dal vostro forno, fate la prova stecchino.
Sformare e mettere a raffreddare sulla gratella.
In ultimo, quando saranno raffreddati, spolverizzare con zucchero a velo.



Acciughe al bagnetto verde

Le acciughe al bagnetto verde sono un altro must della cucina piemontese.
Si gustano come antipasto o, ancora meglio, dentro un panino.
Perfette per quelle merende sinoire - che sarebbero mangiate in tardo pomeriggio più consistenti di una merenda ma meno di una cena e sostituiscono quest'ultima - che spesso si fanno d'estate, all'aperto in campagna in compagnia di amici. Insomma si tratta di merende goliardiche a base appunto di acciughe al verde, bruschette con lardo, buon vino, pane e salame e così via.
Provare per credere!


Devo ancora aggiungere che il bagnét vèrd si può fare semplicemente con olio, prezzemolo e aglio. C'è chi (come me) lo arricchisce. Dipende un po' dalle zone e dalla tradizione familiare. Mia nonna le faceva esattamente così (beh forse metteva più aglio.. ma ai giorni nostri si tende ad alleggerire un po'..) In ogni caso è sempre buono.


Cosa serve per il bagnetto:
una mazzetto di prezzemolo fresco
1 spicchio d'aglio
1 pizzico di sale
1 pugnetto di mollica di pane raffermo
aceto di vino rosso q.b.
2 cucchiai di salsa rubra dolce (no ketchup)
1 tuorlo d'uovo sodo e tritato
4/5 capperini dissalati


E poi 3 etti di acciughe sotto sale.


Devono essere categoricamente sotto sale, comprate sciolte al mercato, non quelle confezionate in latte piccole al supermercato. Nè quelle sott'olio già pulite.


Se le trovate comprate quelle di media grandezza, quelle "rosse" che sono quelle più pregiate, gustose e che assorbono meglio il sapore del bagnetto.


Come si fa:
La parte più "rognosa" è questa, quindi armatevi di pazienza certosina.


Dissalate le acciughe sotto un filo di acqua corrente, apritele delicatamente con l'unghia facendo pressione sul dorso dell'acciuga (non sulla pancia perchè tendono a rompersi), sciacquatele  velocemente. Non importa se rimangono piccoli pezzettini di pelle. La cosa importante è togliere il sale e la lisca interna.
Man mano che le pulite mettetele dentro ad un colino a scolare l'acqua.
Finita questa operazione passate a preparare il bagnetto.


Mettete la mollica di pane in una coppetta e bagnatelo con aceto. Lasciatelo ammorbidire.
Tritate il prezzemolo, l'aglio, il tuorlo d'uovo, i capperini dissalati e il pane strizzato.


Mettete questo trito in una scodella alta e stretta.
Aggiungere i due cucchiai di rubra e, mescolando, unire a filo dell'ottimo olio e.v.o. per la quantità andate ad occhio, deve risultare una salsina molto morbida.Naturalmente non sarà omogenea come una maionese, per intenderci, l'olio si separerà dal prezzemolo e deve essere così.


Prendete ora le acciughe, allungatele una vicino all'altra  in una terrina piccola, (grande il giusto per contenere il tutto) fate così uno strato di acciughe, uno di salsa verde, un'altro di acciughe e così via. Alla fine versate sopra tutto il bagnetto rimasto per coprirle bene.


Preparatele il giorno prima del cosumo così si insaporiranno per bene (sempre che resistiate)


si conservano in frigorifero per parecchi giorni.

28 giugno 2011

Ciabatta simil-altamura senza impasto

Ecco.. in realtà la ricetta di questo pane molto buono, che si realizza proprio con il minimo sforzo, l'ho letta da un post di Cindystar (che è fantastica ed ha fotografato passo-passo la ricetta) ma ho voluto, giusto per pasticciare, e perchè avevo comprato un pacco di farina buonissima di semola rimacinata di grano duro di un molino della Basilicata, questa  ...dicevo.. ho voluto utilizzare parte della farina come da ricetta, e parte con semola rimacinata di grano duro.
Il risultato, secondo me, è stato sfornare una ciabatta croccante fuori ma morbida dentro e dall'inconfondibile profumo che solo la semola sa conferire. Eppoi.. cosa non trascurabile è totalmente privo di grassi :-)


Come serve:
300 gr. farina manitoba
200 gr. farina di semola rimacinata di grano duro
1 decimo di cubetto di lievito di birra fresco oppure 1 gr. di quello secco
1 cucchiano e 1/2 di sale
350 ml. acqua


La ricetta prevede una lievitazione di 24 h. ma sinceramente io ho lasciato lievitare circa 18 h. avevo quello spazio di tempo :-) ma il risultato mi è parso ugualmente buono.


La sera verso le 17 ho preparato l'impasto: sciogliere il lievito in un pochino di acqua tiepida presa dai 350 ml. occorrenti, setacciare le due farine con il sale, aggiungere l'acqua con il lievito e la restante acqua, dare una mescolata molto veloce con le mani. (io ho preso l'impasto e ho dato una rapidissima impastata sul tagliere - mi piace troppo farlo...), poi ho messo la palla in un recipiente infarinato di vetro, l'ho coperto con la pellicola, e l'ho lasciato lì a gonfiare e lievitare fino alle 10 circa del giorno dopo.
L'impasto deve essere molle-molle. L'ho preso, l'ho cappottato sulla pianatoia  infarinata, e poi ho infarinato anche la superficie. A questo punto, semplicemente, si deve ripiegare i quattro lati (consiglio di guardare il link..), ok.. siamo a buon punto.
Ora, tenendo la parte piegata di sotto, lo avvolgiamo dentro un canovaccio infarinato e si lascia a lievitarare ancora per due ore. Sarà un'operazione non semplicissima, nel senso che, essendo un impasto molto molle tenderà a scivolarvi dalle mani.
Trascorso un'ora e mezza, quindi mezz'ora prima dell'ultima lievitazione, accendere il forno a 230° e mettere all'interno una teglia alta con il coperchio, ad esempio un cuocipollo o una teglia per pasticci di pasta. Deve essere caldissima.
Riprendere la nostra pagnotta, cappottarla (questa volta le pieghe devono rimanere sopra) nella teglia, copriamo con il coperchio rovente ed inforniamo per mezz'ora.
Trascorso questo tempo, facendo attenzione a non scottarci, scoperchiamo e lasciamo ancora cuocere 10 minuti/ un quarto d'ora. Dipende dal Vs. forno. Se è a gas anche per 20 minuti


credo sia molto più lungo e difficile da spiegare che da fare.

Grissini alla cipolla

I grissini per antonomasia, si sa, sono quelli stirati torinesi. Tuttavia quelli alla cipolla più buoni che io abbia mai mangiato li ho comprati moltissimi anni fa ad Andora (SV) non ho - purtroppo - la ricetta originale, ho provato a riprodurli.
Beh... sinceramente quelli della riviera erano un'altra cosa.. :-) ma anche questi non sono niente-niente male!


Cosa serve:
200 gr. farina 00
200 gr. farina manitoba
15 gr. lievito di birra o il corrispettivo di lievito secco
2 dl. latte
olio e.v.o.
gr. 10 sale fine
2 cipolle preferibilmente bianche
una manciata di semola di grano duro


Tagliare a rondelle spesse e poi a tocchettini la cipolla e metterla in un tegamino con poco olio, a freddo, sul fuoco molto dolce.Mettere il coperchio, Fare stufare poco, per 5 minuti, non deve bruciare, eventualmente aggiungere un cucchiaio di acqua.
Spegnere e far raffreddare.
Impastare le farine con il lievito sciolto in metà del latte tiepido. Aggiungere l'altra metà del latte al quale avrete sciolto il sale ed unire una cucchiaiata d'olio e.v.o.
Quando l'impasto starà prendendo "corpo" unire la cipolla cotta.
Formare una palla e fare lievitare coperta da un canovaccio, al caldo, un'oretta, un'oretta e mezza.
Riprendere l'impasto e suddividerlo in tanti piccoli pezzi che modellerete rotolandoli tra le mani sul tagliere.
Disporre i grissini sulla placca coperta da carta forno e ungere bene la superficie. Dare una spolverizzata molto leggera con della farina di semola di grano duro
Accendere il forno a 200° circa. Dipende dal Vs. forno
Lasciare lievitare ancora una mezz'ora.
Infornare per circa 15/20 minuti, finchè saranno dorati ma non bruciacchiati.


26 giugno 2011

Insalata russa

L'insalata russa è un antipasto classico piemontese. Ho imparato molte ricette dalla nonna, alcune non "oso" riproporle poichè mia nonna era solita usare quintalate di burro in cucina, però.. il ricordo di quei sapori ogni tanto fa capolino nella mia mente. Mia nonna era solita preparare questa insalata, insieme agli agnolotti fatti in casa e ai bolliti a Natale.

Cosa serve:
veramente io vado ad "occhio" comunque..
4-5 patate lesse ma ancora belle sode.
3-4 carote cottura come le patate
metà del peso di piselli freschi o surgelati e lessati
2 uova sode
sale q.b.
4-5 cetriolini sott'aceto
1 falda di peperone rosso sott'aceto
1 scatoletta di tonno sott'olio da 80 gr.
maionese con: 1 uovo + 1 tuorlo, pizzico di sale, 300 ml. olio d'oliva o, se si preferisce più delicata, metà olio di mais, metà olio di oliva, mezzo limone spremuto.


Far lessare le patate con la buccia, le carote pelate, i piselli. Separatamente. le verdure ahnno tempi di cottura diversi.
Fare la maionese. In una insalatiera, quando le verdure saranno fredde, tagliarle a tocchetti piccoli, regolare il sale ed aggiungere la maionese. In realtà l'insalata russa è belle che pronta, ma in casa mia è consuetudine arricchirla con cetriolini e peperone tagliati a pezzettini, e con il tonno sgocciolato e sminuzzato.
Foderare con la pellicola un'altra insalatiera, mettere l'insalata russa, coprire con altra pellicola.
Deve stare in frigo qualche ora, meglio ancora il girono prima di consumarla.
Cappottare sul un piatto piano e guarnire, a piacere, con uova sode tagliate a rondelle, altri cetriolini e listelle di peperoni.


Se avete un menù di pesce, potete eliminare i cetrioli ed il peperone, conservare il tonno ed aggiungere gamberetti lessati.
Molto-molto semplice.


LE DOSI PER LE RICETTE, SE NON DIVERSAMENTE SPECIFICATO, SONO DA INTENDERSI PER 4 PERSONE
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