Lettori fissi

23 maggio 2013

Bonet alle nocciole

Si sa il bonet classico è quello al cioccolato, (se vuoi vedere la ricetta clicca qui)che a noi piace tantissimo! Ma tanto per leccarsi i baffi vi propongo una versione ancora più golosa. Con cosa? ma con le nocciole! Dici piemonte e dici nocciole (oltre che menta naturalmente) :-) Un dolce di semplice esecuzione ma di una bontà!!! ma una bontà.. insomma provatelo :-) e chi ha detto che i piatti più buoni sono quelli complicatissimi con diecimila passaggi e mille ingredienti? qualcuno l'avrà pur detto, con buona pace sua io dissento.


Cosa serve:

1/2 lt. di latte fresco intero
100 ml. panna liquida
1 baccello di vaniglia
6 uova
150 g. nocciole gentili del Piemonte tostate
3 cucchiai di cacao amaro
150 g. zucchero + 80 g. per il caramello
70 g. amaretti
2 cucchiai di rum



Preparare il caramello: in un pentolino dal fondo spesso fare sciogliere lentamente 80 g. di zucchero con 3 cucchiai di acqua. Quando si è colorito togliere dal fuoco e rivestire il fondo e le pareti dello stampo per bonet che precedentemente andrà leggermente bagnato con acqua.



Scaldare (ma non bollire) il latte con la panna ed il baccello di vaniglia inciso per il lungo. 



Intanto sbattere 130 g. di zucchero con le uova, unire il cacao setacciato, gli amaretti sbriciolati finemente, le nocciole tostate e tritate (alcune tritarle grossolanamente per sentirle poi bene sotto i denti) e il rum.



Unire poi, a filo, il latte con la panna (dopo aver eliminato il baccello)
Amalgamare e versare il composto nello stampo.



Cuocere a bagnomaria in forno già caldo a 175° statico per 50/60 minuti.

Far raffreddare bene a temperatura ambiente e poi passare per 3/4 ore in frigorifero.

Sformare il bonet e servire 





Con questa ricetta dolce partecipo a Get an Aid in the Kitchen del blog Cucina di Barbara 


18 maggio 2013

Nastrine

Ho fatto queste nastrine preparando la sfoglia lievitata francese, la stessa pasta per croissant, devo dire che sono soddisfatta e sono riuscite davvero buone ,fragranti e morbide. Spero piacciano anche a voi :-)
Spiegherò passo-passo il procedimento corredandolo di foto.
Qualcuna un po' buia, avendo iniziato alla sera, e proseguendo la mattina.


Prima parte dell'impasto ore 21.00




Cosa serve:


350 g farina manitoba
150 g. farina 00
120 g. zucchero semolato
50 g. burro
25 g. lievito di birra fresco
100 ml. acqua tiepida
1 pizzico di sale
3-4 gocce essenza vaniglia
3 uova medie


Seconda parte ore 09.00


Cosa serve:


250 g. burro
50 g. farina
buccia di mezzo limone bio grattugiata
buccia di mezza arancia bio  grattugiata


Inoltre: 


1 uovo + latte per spennellare
zucchero semolato o di canna chiaro per spolverizzare


Sera ore 21.00 


Setacciare le farine.
Sciogliere il lievito nell'acqua tiepida.
Mettere le farine a fontana su una spianatoia e fare il classico buco in centro, unire lo zucchero e il lievito sciolto nell'acqua, iniziare a far assorbire con un movimento circolare della mano, raccogliendo la farina circostante. Unire il burro appena-appena sciolto nel microonde.


Aggiungere, uno alla volta le uova e le gocce di essenza di vaniglia. Per ultimo aggiungere il pizzico di sale.
Impastare a lungo, sbatacchiando l'impasto molte volte sulla spianatoia, impastare fino ad ottenere un composto elastico.
(Se avete la planetaria.. buon per voi.. io non ce l'ho .. sigh...)


Mettere l'impasto in una boule di vetro infarinata, coprire con pellicola e mettere in frigo a lievitare tutta la notte.




La mattina ore 09.00


Si può vedere che l'impasto ha raddoppiato abbondantemente il suo volume. 




Prendere ora l'impasto lievitato, adagiarlo sulla spianatoia, leggermente infarinata, e sgonfiarlo passando sopra il mattarello. Al contrario di quando si impasta che occorre usare una buona dose di energia, a questo punto occorrerà essere delicati.


Prendere i 50 g di farina e metterli in un piattino. Prendere il panetto di burro, freddo di frigo, e, passarlo velocemente nella farina. Questa operazione andrà fatta rapidissimamente, in modo tale che il burro non si sciolga. Siccome il calore delle mani lo farà ammorbidire, ogni tanto ripassatelo nella farina.
Grattugiate dentro una ciotola il panetto con una grattugia a fori grossi. Così....




Prendete poi l'impasto  che avrete steso in un grande rettangolo e spargete a mucchietti le scaglie di burro che sarà sofficissimo, maneggiatelo il meno possibile.
Grattugiate poi sopra la scorza di mezza arancia e mezzo limone. Spargere poi sopra la farina rimasta (dall'infarinatura del burro) Così...




Ora si inizia a sfogliare. Si procede come per la pasta sfoglia tradizionale.
Si fanno 4 giri. Il primo, solo per il primo... si piega sia nella lunghezza, a libro, che nella larghezza. Per gli altri giri solo per la lunghezza.


1° giro: piegare un'estremità della pasta nel senso della lunghezza fino a metà, così...




.. poi ripiegare anche l'altra, così...




  (spero di riuscire a spiegarmi bene...)


Dopo dichè, si sigillano i lati (vedete che sono aperti?) leggermente con i polpastrelli, si passa il mattarello senza fare forza, ma solo per appiattire un pochino la pasta, poi si gira l'impasto a 90° e si fanno queste due pieghe anche nell'altro senso. Così..




Ecco il panetto pronto per essere coperto da un canovaccio.
Si fa riposare e lievitare, sempre fuori frigo, per mezz'ora.




Trascorsa mezz'ora si riprende l'impasto e sempre con delicatezza, si ridistende ottenendo  un  rettangolo.


Si fa ora il secondo giro. SOLO nel senso della lunghezza. Quindi, a differenza della prima volta in cui avete steso la pasta per aggiungere il burro, che la pasta sarà stesa in un rettangolo abbastanza grande, da qui in poi dovete ottenere un rettangolo più stretto.






Vedere che belle bolle si iniziano a vedere? Significa che la nostra sfoglia lievitata, sta assorbendo il burro e sta lievitando bene,  iniziando a sfogliare.




Si fa riposare di nuovo mezz'ora, sempre coperto da canovaccio e si prosegue come sopra per un totale di 4 giri. Pausa di mezz'ora sempre tra un giro e l'altro.


Al termine del 4° giro la pasta sfoglia lievitata si presenterà così....




Dividere ora l'impasto in due parti se volete nastine più grandi o in quattro parti se le volete più piccole. 


Prendete un coltello molto affilato, lama liscia, ed infarinate leggermente la lama se  occorre.
Ricavate strisce larghe 1 cm. (un dito insomma...) così...






Schiacciate MOLTO leggermente la striscia di sfoglia lievitate e arrotolate una sola volta come se scartaste una caramella. Così...




Sbattete l'uovo a temperatura ambiente con un goccio di latte e spennellate le nastrine, cospargetele poi con un pochino di zucchero semolato, proprio una spolverata, coprite con un canovaccio e lasciate lievitare per circa un'ora, un'ora e mezza (dipende dalla temperatura) (non buttare via l'uovo + latte avanzato, servirà ancora.....)




Sopra la  foto prima della lievitazione finale e di seguito  la foto dopo la lievitazione, pronte per essere infornate.




Accendere il forno a 180°.
Riprendere l'uovo sbattuto con il latte e spennellare nuovamente (in modo molto-molto leggero) rispolverare con zucchero semolato.


Infornare per circa 15/20 minuti. Dipende dal vostro forno.
Far raffreddare su una griglia e.... buona colazione! o buona merenda!!!!


Per regolarvi coi tempi: ho iniziato la sera ore 21.00 e ho sfornato alle 14.00 del giorno dopo. Quindi regolatevi se volete cambiare orario :-)







Si conservano benissimo in un sacchettino tipo quelli del panettone o anche per congelare o in una scatola di latta per qualche giorno.
Ottime anche tiepide.

Con questa ricetta dolce partecipo a Get an Aid in the Kitchen del blog Cucina di Barbara 



17 maggio 2013

Crostata alla crema di limone e pinoli

Cosa fare con i limoni delle mie piante e con le uova che generosamente in questo periodo sfornano le galline della mia vicina? Ma una buonissima crostata!



Cosa serve:

per la pasta frolla:
200 g. farina 00
120 g. burro
80 g. zucchero
35 g. fecola di patate
2 tuorli 
1 limone bio
mezza bustina di vanillina
sale

Per la crema e per farcire:
300 g. latte
200 g. panna fresca
150 g. zucchero semolato
50 g. pinoli
4 tuorli (a temperatura ambiente)
40 g. farina 00
1 limone bio
zucchero a velo q.b.

Fare la pasta frolla: mettere farina e burro a pezzi freddo da frigo nel robot da cucina, azionare pochi secondi le lame per ottenere uno sfarinato. Aggiungere i tuorli precedentemente appena sbattuti e gli altri ingredienti. Riazionare il robot per ottenere un composto omogeneo. (ma far andare le lame veramente pochi istanti) prelevare la pasta, maneggiarla leggermente tra le mani, avvolgerla con pellicola  e metterla in frigo a riposare almeno mezz'ora

Intanto preparare la crema al limone: Montare i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto biancastro, unire la farina, scaldare il latte e la panna ed unire al composto di uova.

Mettere sul fuoco, fare raddensare la crema mescolando continuamente per circa 5 minuti, aggiungere poi la scorza grattugiata di 1 limone.

Spegnere.

Sulla spianatoia infarinata stendere la pasta frolla precedentemente lavorata con la mani per ammorbidirla, rivestire una teglia con cerniera di 22D con la carta forno, adagiare la pasta frolla stesa, bucherellare il fondo e versare la crema, cospargere poi con i pinoli ed infornare a 180° forno ventilato (se è statico a 190°)
per circa 50 minuti.

Sfornare, lasciare raffreddare e spolverizzare con zucchero a velo.

Conservare la crostata in frigo se non viene consumata tutta in breve tempo.






Con questa ricetta partecipo al contest di ventunsettembre
con la collaborazione di Molino Moras e la rivista QB fvg

09 maggio 2013

Risotto ai funghi misti e latte crudo

Io credo che, con qualche piccolo accorgimento, anche un risotto con funghi misti e non unicamente con il RE porcino, possa diventare un primo piatto davvero apprezzabile, ecco la mia proposta.

Per chi non "osa" utilizzare il latte crudo, naturalmente può usare quello pastorizzato, il sapore però cambia... :-)

ecco il distributore di latte crudo fresco di una cascina vicina a casa mia





Questo piatto è adatto per gli amanti del risotto morbido

Cosa serve:

8 manciate di riso per risotti: carnaroli o arborio  (io vado a manciate ma indicativamente saranno circa 320 g. per 4 persone)
2 scalogni
olio evo
250 g. funghi misti (chiodini, finferli, porcini ecc.) 
sale
1 bicchiere di vino bianco secco
brodo vegetale q.b.
1 foglia di alloro
prezzemolo tritato fresco q.b.
4 cucchiaiate di latte intero crudo
burro di qualità per mantecare
formaggio piave stagionato grattugiato

Preparare il brodo vegetale con una carota, una costa di sedano, una zucchina, una cipolla bianca e poco sale. Far sobbollire per una mezz'oretta. Filtrare.
  Pulire i funghi grattando via la terra con un coltellino e strofinandoli delicatamente con uno straccetto umido, quindi affettare quelli più grandi e lasciare interi quelli più piccoli, se si usano quelli surgelati non scongelarli (ma è preferibile usare quelli freschi)

In un casseruolino antiaderente far ammorbidire gli scalogni affettati sottilmente, NON devono bruciacchiare ma stufare.

In un'altra casseruola dal fondo spesso mettere un filo d'olio, aggiungere il riso e tostarlo bene mescolando in continuazione.
Unire il vino e farlo evaporare tutto. Unire gli scalogni stufati.



Aggiungere i funghi e fare insaporire a fuoco allegro.



Unire, poco alla volta il brodo vegetale, la foglia di alloro, tenere ora il fuoco medio, mescolare il riso molto spesso, quasi continuativamente.

A cinque minuti dalla fine della cottura eliminare la foglia di alloro, unire il latte ed il prezzemolo. 
A fine cottura mantecare con burro e il piave stagionato grattugiato.



Fare riposare un paio di minuti e servire.



Con questa ricetta partecipo al contest di Roberta del blog The Dreaming Seed per la  categoria terra 
Il contest prevede una tempistica massima di mezz'ora che deve comprendere la lavorazione degli ingredienti e la messa in tavola. Quindi, in questo caso, occorre utilizzare il brodo fatto con il dado vegetale oppure averlo già pronto in anticipo

03 maggio 2013

Torta delle rose (con lievito madre) alla crema di limone

Quanto mi piace preparare i dolci aromatizzati con il limone! Soprattutto perchè uso i miei limoni! Ecco una delle mie piante.



Beh ora sono un po' spoglie dai frutti, è normale in questa stagione! Ma hanno molti boccioli e spererei di raccoglierne molti quest'estate, considerando che non li avveleno con fertilizzanti chimici, vorrei fare il limoncello :-) ma ora veniamo alla ricetta:

Cosa serve:

300 g. farina 00 + quella per la spianatoia
100 g. farina manitoba
80 g. zucchero
2 uova
90 g. burro a temperatura ambiente
100 ml. latte
120 g. lievito madre già rinfrescata (io uso il lievito madre)
oppure: 10 g. lievito di birra fresco
scorza di limone bio
1 pizzico di sale

Per la crema:

250 ml. latte
40 g. zucchero
2 cucchiai di farina 00
2 tuorli d'uovo
i semi di mezza stecca di vaniglia
la scorza grattugiata di 1 limone bio
il succo di mezzo limone bio

per spennellare:

1 uovo
poco latte

Preparare il primo impasto:

Mescolare con una forchetta, in una ciotola,  il lievito madre: per vedere come lo faccio io clicca qui (o aggiungere  il lievito di birra se si usa quest'ultimo) con 70 ml. di latte tiepido, aggiungere 100 g. di farina 00. 
Impastare, formare una palla, fare una croce, coprire la ciotola con pellicola alimentare e mettere a lievitare in luogo caldo (va bene il forno preriscaldato e poi spento - a 50°) per circa 50/60 minuti se si è utilizzata la pasta madre o una mezz'ora per il lievito di birra.



Nel frattempo fare la crema.

In una casseruolino montare i tuorli con lo zucchero, aggiungere la farina, mescolare velocemente con una frusta ed unire, poco alla volta, il latte già tiepido. Aggiungere i semi di vaniglia e la scorza grattugiata del limone.
Porre sul fuoco dolce e, sempre mescolando, unire a filo il succo del limone, continuare a mescolare e  far addensare la crema per qualche minuto.
Spegnere, girarla ogni tanto per evitare la formazione della pellicina.

Riprendere l'impasto lievitato.



In un robot da cucina montare il burro già ammorbidito a temperatura ambiente con lo zucchero, unire le uova una per volta, aggiungere il restante latte tiepido, il pizzico di sale e la scorza del limone grattugiata, unire l'impasto già lievitato e rovesciare il tutto su una spianatoia.

Impastare a lungo ma delicatamente.

Formare di nuovo una palla, formare una croce con un coltello, coprirla nuovamente con pellicola e mettere a livitare in luogo caldo finchè abbia almeno raddoppiato il volume. Indicativamente 4/5 ore (anche più) se si è utilizzata la pasta madre, due per il lievito fresco.
Questi tempi sono indicativi: dipende dalla temperatura del luogo della lievitazione, dalla stagione.



Trascorso questo tempo, riprendere l'impasto sgonfiarlo delicatamente impastando dolcemente e stenderlo con un mattarello infarinato formando un rettangolo. Spalmare uniformemente la crema fredda, arrotolare il rettangolo su se stesso dal lato più corto.







Tagliare tante "girelle" circa 12 e posizionarle una vicina all'altra, senza schiacciarle perchè dovranno ancora lievitare, dentro ad una tortiera a cerniera da 28D ricoperta da carta forno imburrata o bagnata e ben strizzata (in modo che aderisca perfettamente alla tortiera).



Lasciare lievitare ancora coperta da un canovaccio, per circa 45/50 minuti.




Preriscaldare il forno STATICO a 190°

Sbattere l'uovo intero con poco latte e spennellare abbondantemente la superficie.
Infornare per mezz'ora.





E' ottima servita appena tiepida
Buonissima anche fredda.


Con questa ricetta partecipo al contest di Stefania del blog crema e panna

24 aprile 2013

Muffin ai carciofi, cujet e pancetta

Io AMO le erbe spontanee! E amo gli aromi che ho seminato nel mio giardino (ma di questo parlerò in un altro post).
Ho la fortuna di vivere in campagna, in Piemonte, ed è davvero sufficiente uscire di casa anche a piedi, scarpinare un pochino ed arrivare nei campi dove trovo le erbe spontanee ad esempio: ortiche, tarassaco, valeriana selvatica, luvertin, e poi... a mucchi/cespugli, in posti dove "solo noi sappiamo" (un po' come accade per i funghi) crescono queste meravigliose erbe/verdure.

Di cosa sto parlando? di cujet! Cioè qui da noi si chiamano così ma in altre zone del piemonte so che si chiamano scuscet. Il termine corretto scientifico è silene vulgaris

Schiena permettendo, ne raccolgo sempre in quantità, poi li faccio appena sbollentare e congelo.
Il sapore è simile agli spinaci, giusto per dare un'idea, anche se in realtà il gusto è più marcato, deciso e meno dolciastro, insomma a me piace di più!
Quando si raccolgono? qual'è il periodo? ma questo! Cioè prima si raccoglie il tarassaco quando è piccolo e tenero, poi di seguito, i cujet.

Quindi: prima raccolgo il tarassaco, non difficile da trovare tant'è che lo raccolgo anche nel mio giardino, poi, quando cresce e diventa coriaceo (cioè dopo 15/20 giorni)ecco che spuntano i cujet. Occhio che se li trovate con la "barbetta" o una schiumina bianca, ecco, quelli sono da scartare. Ed occhio anche a non raccogliere un'erba simile che non è commestibile. La differenza? l'erbaccia cattiva ha foglie più scure e striate, se passate il dito la foglia è ruvida, mentre i succulenti cujet presentano una foglia liscia, di un verde più chiaro e consistenza più cicciosa. Ecco una foto, una bella macro così si vede per bene!





Aggiungo, poi, che ho usato il carciofo che coltiva una mia vicina di casa. Essì! i carciofi non si coltivano solo in sardegna o nel lazio o in liguria ma anche in piemonte! eh! eh! eh! noi ci abbiamo provato.. coltivare sia i carciofi che gli asparagi ma i risultati, onestamente, non sono stati esaltanti e la fatica invece è stata tanta, per cui coltiviamo di tutto e di più ma per questi due ortaggi faccio 500 metri e vado dalla vicina che invece i risutati li ha eccome! Sarà che il suo terreno è più riparato dal freddo? (Serra compresa) sarà che ha qualche fertilizzante naturale segreto? Sarà che ha più ciapèt di me? non lo so....

Cosa serve per: 10 muffin medi oppure 6 grandi

190 g. farina 00
8 g. lievito per torte salate
1 scalogno grande o 2 piccoli
olio evo q.b.
1 carciofo
1 uovo
190 ml. latte intero
90 ml. panna liquida fresca
una manciata di cujet crudi e tritati finemente
80 g. pancetta coppata tritata grossolanamente a coltello
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
1 presa di sale
1 cucchiaio di succo di limone



Affettare lo scalogno dopo aver tolto l'anima e farlo appassire sul fuoco molto dolce in poco olio evo in un padellino antiaderente.

Aggiungere il carciofo mondato e privato delle foglie esterne dure, dalla sommità con le spine e dal fieno centrale. Tagliato a fettine sottili.
Salare, aggiungere poco alla volta un po' d'acqua, mettere il coperchio e farli stufare finchè diventano morbidi. 



Unire poi la pancetta, alzare la fiamma e fare insaporire. L'acqua deve consumarsi tutta. Il composto deve essere ben asciutto; fare raffreddare.

Nel frattempo setacciare la farina con il lievito e tenere da parte.
In una terrina sbattere l'uovo con il latte, la panna, il pizzico di sale, i cujet lavati, passati nella centrifuga per asciugarli (la centrifuga che si usa per eliminare l'acqua all'insalata), poi tritati finemente nel robot da cucina e unire anche  il parmigiano.



Unire a pioggia la farina con il lievito ed amalgamare bene. Unire il composto di carciofi raffreddato.




Distribuire il composto nello stampo per muffin (volendo foderato con pirottini di carta) fino a 3/4 di capacità. 




Infornare in forno già caldo a 180° per circa 25/30 minuti. Fare la prova stecchino: ossia inserire uno stuzzicadenti nel muffin ed estrarlo, deve risultare perfettamente asciutto. 

Sfornare, attendere 5 minuti e servire i muffin tiepidi. Ottimi anche freddi!



Con questa ricetta partecipo al contest di Ambra del blog Gattoghiotto in collaborazione con il rifugio Meira Garneri
un luogo incantevole nella "nostra" Valle Varaita! Bellissimo raggiungerla in moto :-)

Beh io abito nella provincia di Torino, non di Cuneo, ma è nostra lo stesso :-)è un luogo di pace, dove ci si inebria di bosco, di profumi selvatici e volendo anche con il buon vino, pane&salame! :-)


LE DOSI PER LE RICETTE, SE NON DIVERSAMENTE SPECIFICATO, SONO DA INTENDERSI PER 4 PERSONE
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